Il bisturi e l'accetta

Ragionamenti sul filo di lama
martedì, 15 luglio 2008

IMPRONTA DEL DITO INDICE SINISTRO

prendete

Anche il quindicinale dell’Arcidiocesi Campobasso-Bojano “Vita Diocesana” nel suo ultimo numero in edicola è entrato nella polemica delle impronte digitali ai rom.

Mentre lo leggevo mi ricordavo di quando, nel 1979, mi recai alla visita di leva - come tutti i maschi italiani all’epoca coscritti – e mi presero le impronte digitali (e non di un dito solo...).

Stamattina poi, leggendo “Il Giornale” nelle Lettere al Direttore ho trovato la seguente missiva.

«Caro direttore, mi chiamo Massimo Landi, ho 30 anni e vi scrivo da Livorno (città rossa per antonomasia) (…). Le scrivo per la polemica che è scoppiata in queste ultime settimane sulle questioni delle impronte digitali ai rom.

Lo scorso mese di marzo – prosegue Landi – è arrivata a scadenza la mia vecchia carta d’identità. Allora sono andato all’ufficio anagrafe per il rinnovo. Mi sono informato se era ancora possibile fare la carta d’identità del modello nuovo, cioè quella che sembra una carta di credito. Mi hanno risposto che non c’erano problemi e che dovevo pagare 25 euro.

Nonostante il prezzo, però, ho deciso di farla perché è molto più comoda. Sono andato allo sportello dedicato a questa nuova carta e ho iniziato tutte le procedure. A un certo punto ho dovuto appoggiare il mio dito indice della mano sinistra su un piccolo apparecchio e cosa è successo?

Indovini: nella città rossa di Livorno mi hanno preso l’impronta digitale!

Sì, proprio loro, quelli che in questo periodo stanno tanto polemizzando, anche nel parlamento europeo, contro l’iniziativa del nostro ministro Maroni.»

Ed infine conclude: «Che faccia tosta che hanno! Io non ho mica polemizzato quando mi hanno preso le impronte digitali, anzi, ho detto dentro di me: bene così siamo più sicuri anche quando andiamo all’estero.»

Ecco, volevo solo informare gli amici di “Vita Diocesana”: state tranquilli, le impronte digitali a noi italiani ce le hanno già prese!


splinderCon affetto.

postato da monforte alle ore 10:56 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: impronte, rom , campobasso


lunedì, 14 luglio 2008

Virtuosi e viziosi

Si tratta di Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo e Sicilia. Mi sarei aspettato di leggere anche il Molise ma non c'era. Stiamo parlando di Sanità pubblica e delle regioni italiane con il maggiore deficit.
Ebbene queste regioni rischiano di essere commissariate ed il Lazio è quella che sta peggio di tutte.
Lo si è appreso ieri attraverso un'intervista rilasciata dal Ministro Sacconi al quotidiano "La Stampa"
Dopo tanto parlare di Piano Sanitario in Molise, leggere che non siamo tra i peggiori è confortante.
Evidentemente qualcosa di positivo è stato fatto.
Una cosa mi ha colpito: ai sindaci è stato tagliato il 20% della loro indennità. Questi proventi finiscono in un fondo per l'abolizione del ticket nazionale sulla diagnostica.
Alla domanda del giornalista "E che c'entrano i sindaci con la sanità?" il ministro risponde: "Concorrono alle attività di indirizzo delle Asl. E, indirettamente, hanno un ruolo molto importante. Non sono loro a mettersi spesso alla testa dei comitati che dicono no alla chiusura degli ospedali più piccoli?».
"Avere sotto casa l’ospedale poco attrezzato - ovvero pagare per migliaia di posti letto inefficienti - (continua il ministro) non è un modo per curare meglio la gente ma spesso per condannare a morte i malati gravi. Nella mia provincia, Treviso, in vent’anni sono stati chiusi cinque piccoli ospedali. E oggi il sistema è fra i migliori".
Capito? Si può anche protestare ma occorre anche pagare...

Commissario le regioni con la sanità in rosso
postato da monforte alle ore 08:09 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sanitĂ , molise


giovedì, 19 luglio 2007

19 luglio 1992
19 luglio 2007


borsellino
"Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ne ha una volta sola."
postato da monforte alle ore 10:31 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: borsellino


mercoledì, 18 luglio 2007

PRENDE FUOCO LA FONTANA?

AAA_lafontana

La vicenda degli appalti di Molise Acque (oggetto di un precedente post) è cresciuta.
Secondo le notizie riportate sui quotidiani locali (cartacei ed informatici) il TAR ha annullato le procedure di gara.
Se il giudizio sarà definitivo (sicuramente l'Agenzia ricorrerà al Consiglio di Stato) l'ex ERIM dovrà sborsare un risarcimento danni di 8.000.000 di euro.

Da parte di Molise Acque non c'è stato nessun commento ufficiale: non sono affari che li riguardano. Infatti sono affari che riguardano noi!
Come osserva Altromolise, questi risarcimenti finiranno per pagarli i cittadini molisani (io cambio regione) o come aumento del prezzo dell'acqua o come tassazione da parte dalla Regione Molise.
Altromolise pubblica anche una lettera dell'Autorità dei Lavori pubblici che già dal maggio scorso aveva evidenziato cose a dir poco incredibili, evidentemente con poca autorità... (mi sembrava strano che in Italia qualcosa con il nome "Autorità" l'avesse per davvero!).
Anche due consiglieri di Molise Acque avevano da tempo segnalato "remore e perplessità" sugli appalti tanto da lamentarsene con una lettera del 7 luglio scorso: "noi l'avevamo detto...".

Come possiamo farci un'idea di cosa sia successo realmente se non ascoltiamo anche la versione di Molise Acque?
Insomma, Presidente Malerba: dicci qualcosa, anche una bugia. È sempre meglio di una verità supposta...

P.S. Qualche concittadino contribuente sa dirci a quanto ammonta lo stipendio che paghiamo a questi nostri dipendenti "amministratori"?
P.P.S. L'altro giorno mi stavo "deliziando" nella lettura di un interessante articolo riguardante proprio le SpA e le Aziende pubbliche...
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2132

postato da monforte alle ore 16:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: tasse, molise, spreco, molise acque


martedì, 17 luglio 2007

SAN GIULIANO
La sentenza sul crollo di San Giuliano mi ha lasciato molto scoraggiato. Anche se non credo che debbano esserci necessariamente dei colpevoli, soprattutto quando si tratta di fenomeni naturali.
Ci troviamo però in Italia e – senza autodenigrarci – difficilmente si trova un responsabile di qualcosa. Anche i tanti morti sulle strade (lo dico perché testimone di una vicenda del genere) non riescono a trovare giustizia: è su di loro, che non possono più parlare, che finiscono per ricadere le colpe dei vivi.
Se poi guardiamo ai “Tango Bond”, al “Caso Cirio” o al “Caso Parmalat” non resta che arrendersi. In aggiunta si può considerare che l’attuale governo intende risarcire i risparmiatori truffati con i soldi dei cosiddetti “conti dormienti”: soldi provenienti da conti correnti che non vengono movimentati da moltissimi anni.
Non pagano i responsabili: paghiamo sempre noi!
Negli Stati Uniti d’America il presidente della Enron (società elettrica) paga con 24 anni di carcere il fallimento fraudolento dell’Azienda ed il fatto che abbia buttato in miseria migliaia di risparmiatori e dipendenti.
Non esalto il sistema americano che ha tanti lati oscuri e sbagliati, ma il sistema italiano è senz’altro “deresponsabilizzante”.
Arriva oggi, infatti, il commento di Guido Bertolaso, responsabile dalla Protezione Civile italiana, che afferma: «Provo grande amarezza. Ancora una volta da una tragedia di questo genere si esce senza essere riusciti ad identificare un responsabile. Non ci si può permettere di assistere a sentenze di questo genere che deresponsabilizzano coloro i quali devono mettere in sicurezza le scuole per attuare quella normativa antisismica che noi abbiamo potuto ottenere anche in nome di quei bambini che hanno perso la vita».
Ed ancora: «Non è il terremoto che uccide, bensì l'uomo che costruisce male. Affermare che il terremoto sia l'unico responsabile di questa tragedia mi sembra quantomeno superficiale».
Parole sagge, che ci consolano, ma che purtroppo non bastano a dirigere la nostra società verso il meglio, verso il “bene comune”.
postato da monforte alle ore 10:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bambini, molise, terremoto, san giuliano


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